Dott. Paolo Pantaleo - Angioplastica coronarica procedura stent PCI PTCA Rapallo Genova

L’angioplastica coronarica: la procedura non chirurgica che utilizza lo stent

L’angioplastica coronarica, o PCI, acronimo delle parole inglesi “Percutaneous coronary intervention” o PTCA (Percutaneous Transluminal Coronary Angioplasty) è una procedura non chirurgica che utilizza un tubo flessibile e sottile per posizionare all’interno delle coronarie una piccola impalcatura metallica (generalmente fatta di una lega di nichel e titanio, estremamente biocompatibile), chiamata stent.

Lo stent serve per tenere aperti i vasi sanguigni nel cuore o altre arterie che si sono ristretti od occlusi per un eccessivo accumulo di placca, condizione nota come aterosclerosi

La PCI, allargando la coronaria, migliora il flusso sanguigno e riduce così il dolore toracico correlato al cuore (angina). Può essere eseguita anche in corso di infarto acuto, quando la coronaria è improvvisamente occlusa da un trombo. Può, talvolta, essere eseguita in coronarie che invece sono occluse da mesi o anni, anche se in questo caso la percentuale di riuscita dell’intervento è decisamente minore dei trattamenti in acuto o quando si interviene su vasi ristretti ma non completamente occlusi.

Come si fa l’angioplastica coronarica?

Per eseguire l’angioplastica, attraverso il catetere posizionato all’origine della coronaria da trattare, si fanno avanzare dei fili metallici piccoli, ma estremamente resistenti e flessibili, che vengono posizionati alla periferia della coronaria stessa, dopo aver attraversato la porzione ostruita. Tale procedura può essere estremamente complessa qualora siano presenti e da attraversare particolari tortuosità o ostruzioni molto complesse.

Quando è in posizione, si gonfia un piccolo palloncino che può aver già al suo esterno uno stent. Il palloncino comprime la placca e, se presente, espande lo stent. Una volta che la placca è compressa e lo stent è stato ben espanso, il palloncino viene sgonfiato e ritirato. Lo stent rimane nell’arteria, mantenendola aperta. Da anni sulla parete degli stent sono applicate sostanze particolari che riducono il rischio di ri-occlusione degli stessi, condizione nota come “restenosi”. Gli stent a rilascio di farmaco si chiamano “drug eluting” o medicati.

Sia la coronarografia che l’angioplastica sono generalmente eseguite con sola anestesia locale sul punto di accesso vascolare, principalmente il polso o l’inguine. Si deve ricorrere all’anestesia generale con intubazione orotracheale solo per casi, fortunatamente non frequentissimi, di estrema gravità, quali pazienti in shock, con gravi difficoltà respiratorie o in arresto cardiorespiratorio. Alla procedura tradizionale, con palloncino e stent, nel tempo si sono sviluppate tecniche ancillari, per casi molto complessi, soprattutto quando le coronarie sono particolarmente calcifiche. In questi casi si utilizzano delle piccole frese miniaturizzate (Rotablator) o si frammentano le calcificazioni mediante ultrasuoni (shockwave). In altre, infrequenti, condizionii, tramite delle microscopiche lame circolari (aterotomi) si rimuovono le porzioni di placca che ostruiscono le arterie.

Con l’angioplastica coronarica si possono trattare solo le coronarie?

Con la stessa metodica utilizzata per trattare le coronarie, sono trattate pressoché tutte le arterie dei diversi distretti circolatori. Usando cateteri preformati appositamente per la cannulazione di particolari distretti vascolari, sono così eseguite le angioplastiche del sistema periferico. Principalmente è possibile eseguire l’angioplastica di arterie delle gambe, delle arterie renali, delle carotidi. In quest’ultimo caso, è obbligatorio utilizzare dei sistemi di protezione cerebrale, per ridurre al minimo il rischio di eventi cerebroembolici. Si tratta di filtri, che lasciano passare il sangue ma filtrano eventuali impurità mobilizzate durante la dilatazione, o con sistemi che invertono temporaneamente il flusso cerebrale impedendo in tal modo di poter portare detriti presenti nel circolo sanguigno al cervello. (Mo.Ma. catheter soprattutto).

Approfondisci la procedura guardando il video su ANGIOPLASTICA CORONARICA (PCI O PTCA)

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